Che cos’è il branding? Il significato di questa parola, per me, è uno: artigianato.
Ed è con questo approccio che ho voluto affrontare lo sviluppo dell’identità del mio nuovo brand Palpito – Organic creativity™. Un metodo controcorrente e slow, che ha dato massima priorità all’aspetto qualitativo anche a costo di rimettere in discussione le tempistiche di lancio. Nessun automatismo, perché un marchio efficace non nasce mai da scelte affrettate.
Ho scelto di coinvolgere un art director e graphic designer che aveva curato anche la mia brand identity come libera professionista, Andrea de Felice: diploma allo IED, quindici anni di esperienza nel brand design e, soprattutto, una sensibilità creativa in linea con i valori del progetto.
La sfida si è rivelata subito complessa: creare un brand che mettesse l’uomo al centro della creatività prendendo ispirazione dalle tendenze grafiche del mondo bio e organico, ma con uno slancio moderno e digitale. Serviva un’identità forte, che fosse creativa e allo stesso tempo funzionale, capace di comunicare a tutti, con chiarezza e riconoscibilità, la missione di Palpito. Andrea ci racconta il suo percorso di ideazione e definizione dell’identità:
Dovevamo evitare di cadere in un simbolismo generico. Abbiamo tolto tutto, fino ad arrivare a un segno continuo in cui pensiero ed emozione convivono senza essere separati. Un’identità che, oltre a parlare di umano, nasce da un modo umano di progettare.
Il branding è un processo minuzioso che richiede riflessioni, tentativi, ripensamenti. Le prime proposte di Andrea lavoravano su un segno con riferimenti ambiziosi, come l’Uomo Vitruviano o altri archetipi visivi (l’Ensō). Il rischio era di entrare in un immaginario già codificato che, nella sua estrema sintesi, poteva essere percepito come riconoscibile, ma non più autentico. Da qui ha preso forma la prima, vera, decisione progettuale.
I valori erano diversi: etica, autenticità, dimensione naturale del creare. La tentazione era tradurre tutto questo in un segno gestuale. Abbiamo fatto il contrario. Ciò che è autentico non ha bisogno di essere spiegato.
Un altro elemento centrale era il nome del brand, Palpito. Qualcosa che appartiene al corpo, una risposta immediata e istintiva.
La soluzione è emersa lavorando sul gesto: un tratto continuo capace di tenere insieme più livelli senza separarli. All’interno di questo segno convivono due letture: una più razionale, legata alla struttura, e una più emotiva, legata alla percezione dello spazio.
Il cuore nella mente è un simbolo familiare in settori come la psicologia e la mindfulness. In quello della comunicazione e pubblicità introduce un nuovo immaginario, orientato al benessere mentale e creativo.
Un brand come questo non aveva bisogno di calligrafie forzate, né di effetti espressivi che sarebbero risultati ridondanti. L’umanità poteva convivere con la modernità, la spontaneità con il minimalismo. Per questo, il segno è ridotto all’essenziale necessario per funzionare. Più significati coesistono nello stesso movimento continuo. Una continuità che riflette l’idea alla base del progetto: non separare ciò che, nella realtà, funziona insieme. La componente tipografica segue la stessa logica. La scritta san-serif è stabile e controllata. Questa scelta costruisce un equilibrio preciso.
Il segno lavora sulla percezione, la parola lavora sulla chiarezza. Insieme definiscono un sistema leggibile, e allo stesso tempo morbido. Organico.
Il risultato finale è la traduzione di un posizionamento. Un approccio alla creatività che rifiuta la produzione automatica, privilegia il tempo e rimette al centro la responsabilità di chi crea.
La progettazione di una brand identity è una sequenza consapevole di scelte. Senza queste scelte, un logo è solo un insieme di lettere e un marchio è solo un disegno. Palpito – Organic creativity™, più che rappresentare l’uomo, è costruito dall’uomo. Questa differenza è visibile nella semplicità del simbolo, che comunica subito il mantra del brand: vita alle idee. Un sistema di segni che funziona perché è coerente con la propria origine. Anche la palette cromatica, studiata nel dettaglio, fa una piccola rivoluzione, portando nel settore pubblicitario tonalità di colore inedite, ispirate al mondo della natura e al tema umano. Un set di colori che sanno essere, allo stesso tempo, rilassanti e delicati ma anche vivaci, estivi e positivi.
La nascita del marchio giusto è stato il palpito che ha sboccato il livello successivo: quello della comunicazione.
Continua nel prossimo articolo.